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"TALOS", l'automa che sorveglia i confini

 

Data evento: 
Da  18/11/201818/11/2018

ALTRESTORIE/OTHERSTORIES
DOMENICA 18 NOVEMBRE ORE 17.00
''TALOS'', L'AUTOMA CHE SORVEGLIA I CONFINI
NELLA PERFORMANCE DI ARKADI ZAIDES

Chiusura dell'esposizione Altrestorie/Otherstories con la performance/evento che riflette sull'uso della tecnologia del controllo

Un piano di sorveglianza tramite robot che pattugliano i confini  terrestri europei: ''Talos'' era il nome del progetto di ricerca,  finanziato dall'Unione Europa, portato avanti tra gli anni 2008-2013  da quattordici istituzioni di dieci paesi e rimasto poi a livello  sperimentale. Ed è proprio Talos, figura della mitologia greca  (gigantesco automa bronzeo descritto negli Argonauti, regalato da Zeus  alla sua amante Europa per garantirne la protezione) a ispirare, in  senso critico, la performance che il coreografo Arkadi Zaides metterà  in scena domenica 18 novembre alle 17.00 nella sala Scarpa del Museo  Revoltella per la mostra Altrestorie/Otherstories, curata da Sergia  Adamo e Laura Carlini Fanfogna nell'ambito del progetto di  divulgazione della cultura umanistica dell'Università degli Studi di  Trieste finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, allestita in  coorganizzazione con il Comune di Trieste nella sala Scarpa del Museo  Revoltella di Trieste, che si chiuderà proprio il 18 novembre 2018.

L'evento è in collaborazione con CSS Teatro stabile di innovazione  del FVG - Dialoghi Residenze per le arti performative a Villa Manin,  con il sostegno di Fondazione CRTrieste e Fondazione Kathleen Foreman Casali.

Talos è una performance iniziata nel 2016 riunendo un team di  coreografi, drammaturghi e video artisti. Entrando nella sala, gli  spettatori e le spettatrici si confronteranno con l'immagine astratta  di un bordo proiettata su uno schermo. Come sarà rivelato più avanti,  si tratta di riprese via drone di aree di confine reali. Le persone  nel filmato originale sono sostituite da punti e gli altri elementi  sono sostituiti dalla loro rappresentazione simbolica (ad esempio, un'automobile reale viene rimpiazzata dal simbolo di un'auto),  rendendo le proiezioni simili a video didattici o simulazioni al  computer.
Dopo un po’, l'artista salirà sul palco e inizierà ad analizzare  l'immagine, con astrazione e distacco (le persone, raffigurate da  puntini, sono definite "entità in movimento'') e, come un venditore  consumato, inizierà a spiegare al pubblico presente il progetto Talos,  definendo le diverse caratteristiche del veicolo, il contesto in cui  deve agire e le soluzioni che può offrire, citando documenti che  provengono dal progetto attuale, ma spingendosi poi verso gli sviluppi più generali della robotica.

Questo allontanarsi dai "fatti" culminerà nell'ultima parte della performance, in cui si affronterà l'incontro reale tra un trasgressore e la macchina. Negli Argonauti, Talos uccideva i trasgressori  bruciandoli con il calore del suo corpo di bronzo. Che cosa farà  invece il ''nuovo'' Talos per difendere la sua Europa?

Arkadi Zaides è un artista e coreografo israeliano, di origine  bielorussa, attualmente attivo in Francia. La sua riflessione  artistica si concentra sulle modalità in cui i contesti politici e  sociali producono i loro effetti sui movimenti e la gestualità dei  corpi. La mostra Altrestorie/Otherstories ospita la sua installazione "INFINI # 1" in cui, assieme agli artisti Yuval Tebol e Daniel Landau,  documenta una sezione del confine europeo, in particolare la costa  della regione di Mantamados di Lesbo, punto più vicino dell'isola  greca alla Turchia. Nel 2016, ogni giorno circa 1.500 migranti sono  entrati in Europa attraverso questa posizione. Il video di lavoro  indaga sulla crescente digitalizzazione del controllo di frontiera.

L'immagine della costa (fotografata da Tebol) è fondamentalmente  trasformata (da Landau) con l'uso di effetti digitali: i frammenti  sono ritagliati, isolati e incorniciati, le colline sono oscurate e  delimitate da una linea tratteggiata gialla, il mare, l'aria e i  gommoni sono stati ampiamente modificati. Tutto avviene in modo  silenzioso, distaccato: come se le tragedie che si svolgevano sulla  costa non fossero nient'altro che un problema che può essere risolto con l'aiuto della tecnologia digitale.

L’evento successivo, altro appuntamento collaterale di  Altrestorie/otherstories, sarà lunedì 10 dicembre alle 17.00 con Yoko Tawada, scrittrice giapponese autrice di ''Memorie di un’orsa polare /  Etüden im Schnee'' (Guanda), una delle voci più significative e  originali del panorama letterario contemporaneo,  appena insignita a  New York del prestigioso premio National Book Award nella sezione Translated Literature.
Nata in Giappone, residente a Berlino, scrive sia in tedesco sia in  giapponese, intrecciando nella sua scrittura lingue, mondi, codici. 
Attraversando la poesia, la narrativa, breve, il romanzo, Yoko Tawada  offre una delle più singolari esperienze di lettura, capace di  spiazzare e allo stesso tempo coinvolgere nel proprio mondo  finzionale. Proprio per questo, l’occasione di ascoltarla dal vivo  coinciderà con la chiusura del progetto.

MEMORANDUM

Altrestorie-Otherstories: inaugurazione 1 novembre 2018 ore 17.00
Sala Scarpa-Auditorium Sofianopulo del Museo Revoltella
Via Diaz, 27 - Trieste
Tel: 040 6754350

Orari: lunedì - domenica 9 -19
chiuso martedì
Ingresso: intero 7 euro, ridotto 5 euro (es. Gruppo)
In caso di visita guidata (della curatrice o altro docente coinvolto 
nel progetto): biglietto didattico 1 euro.

www.altrestorie-otherstories.com 
https://www.facebook.com/altrestorie2018

 

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