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PhD Top Stories: Come nel XV secolo un atto di pirateria innescò una crisi commerciale tra Inghilterra e Genova

03 Agosto, 2020

È online il quarto contributo dedicato alla promozione dei risultati della ricerca dei nostri dottorandi.

Giulia Calabrò, Corso di Dottorato in Storia delle società, delle istituzioni e del pensiero. Dal medioevo all'età contemporanea (interateneo Università di Trieste–Università di Udine).

La nostra dottoranda, nel suo articolo “Come nel XV secolo un atto di pirateria innescò una crisi commerciale tra Inghilterra e Genova” ci riporta nel 1458, quando la “decisione eccelsa” del re Enrico VI, condannò i mercanti genovesi nel suo regno al pagamento di una somma ingente come risarcimento per i danni causati dal pirata Giuliano Gattilusio.
Nel XV secolo l’Inghilterra era lontana dall’essere la potenza navale e imperialista presente nell’immaginario collettivo: era un paese stremato dalla Guerra dei Cent’anni con la Francia, che nel 1455 piombò in una guerra civile lunga trent’anni. In un tale scenario, i mercanti italiani, forti della loro superiorità tecnologica ed economica, si ritagliarono un ruolo importante: dal XIII secolo risalivano l’Atlantico verso Londra e Southampton, abili tessitori di una rete commerciale che univa il Mediterraneo alle Fiandre, nella quale i mercanti inglesi avevano il modesto ruolo di comprimari.

Gli Inglesi tentarono di smarcarsi dalla mediazione commerciale italiana: dopo un primo fallimento nel 1446, nel 1457 il mercante Robert Sturmy lasciò il porto di Bristol a bordo della “Katharine”, direzione Levante, alla guida di una spedizione commerciale inglese. Mentre questa era di ritorno, fu intercettata, attaccata e saccheggiata dal pirata Giuliano Gattilusio.

Nell’assalto morirono 128 uomini, compreso Sturmy. Quando in Inghilterra si venne a sapere, i mercanti locali reagirono violentemente: molti di loro, sempre meno disposti a sopportare la concorrenza italiana, avevano investito somme ingenti nella spedizione di Sturmy. Questi chiesero a gran voce di essere risarciti a Enrico VI, la cui posizione era estremamente difficile: circondato dai nemici yorkisti, non poteva permettersi di perdere il supporto economico dei mercanti suoi sudditi.

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