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Lingua semplice in Italia: progetto EASIT

 

02 Aprile, 2019

Chi sono gli esperti di lingua semplice in Italia: primi dati dal progetto EASIT

Inclusività: è questo l’obiettivo principale del progetto EASIT (Easy Access for Social Inclusion Training), che vede tra i protagonisti anche l’Università degli Studi di Trieste, in particolare Elisa Perego del Dipartimento IUSLIT/SSLMIT. Coordinato da Anna Matamala (TransMedia Catalonia, Universitat Autònoma de Barcelona), il progetto è finanziato nell’ambito del programma Erasmus+ Azione chiave 2, Partenariati strategici (2018-1-ES01-KA203-05275) per il periodo compreso tra il 2018 e il 2021.

EASIT ha come scopo quello di definire il profilo professionale degli esperti di contenuti semplici da capire, contenuti che si espletano attraverso la Easy-to-Read Language (il linguaggio facile da leggere e da capire) e la Plain Language (la semplificazione), e che sono pensati per assicurare un servizio di accessibilità che produce o adatta i testi in modo da favorirne l’accesso, la lettura e la comprensione da parte di tutti gli utenti, e in particolare quelli con difficoltà lettorie e cognitive.

Come prima attività di progetto l’Università di Trieste si è occupata di raccogliere, attraverso un questionario multilingue online (italiano, inglese, sloveno, spagnolo, catalano, galiziano, svedese e tedesco), dati sulla formazione e sul profilo professionale degli esperti europei di lingua semplice da capire.

Per quanto riguarda l’Italia, dove l’argomento non è ancora diffuso, il campione di esperti intervistati (N=19) ha rivelato che, a lavorare con i contenuti semplici da capire, sono perlopiù donne (74%) e in ogni caso persone adulte, di età compresa tra i 40 e i 60 anni. Gli esperti hanno principalmente una formazione nel campo della lingua e della linguistica, della comunicazione e del giornalismo, della traduzione e della psicologia. La metà del campione intervistato ha anche ricevuto una formazione specifica nel settore della lingua semplice da capire, principalmente grazie a corsi al di fuori dell’ambito accademico e spesso nelle ditte per cui lavorava. La situazione nazionale in questo riflette appieno quella europea, elaborata sulla base delle interviste a 128 esperti.  

Il 47% degli esperti italiani lavora altresì nel campo della formazione, il che è ulteriore garanzia di competenza e di qualità dei corsi. Qui si predilige una didattica fortemente orientata alla lingua facile da leggere e da capire (Easy to Read), più regolamentata e strutturata, rispetto alla semplificazione linguistica (Plain Language). Inoltre, nei corsi predilige una didattica rivolta all’insegnamento della creazione dei contenuti, lasciando in secondo piano le procedure di traduzione in lingua semplice, e di validazione e controllo della qualità degli stessi.

Infine, è interessante notare che gli esperti si avvalgono di linee guida - nazionali, internazionali, o create ad hoc – sia durante il loro lavoro, sia in ambito didattico, e che ritengono essenziale il contatto diretto con gli utenti finali dei prodotti semplificati.

Questi risultati non solo costituiscono un importante punto di riferimento per le fasi successive del progetto, ma presentano anche un interessante quadro della situazione italiana relativa a un’area che necessita ancora ricerca e applicazione ad ampio raggio. Questo infatti è un obiettivo centrale del progetto EASIT.

Sito web: http://pagines.uab.cat/easit/it
Anna Matamala: anna.matamala@uab.cat (coordinatrice progetto)
Elisa Perego: eperego@units.it (coordinatrice Università di Trieste)